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Ferrara Ravenna Venezia: Città patrimonio dell'Umanità

Ferrara


capoluogo della provincia è la prima città moderna d’Europa. Ospitò una delle Corti più importanti nello scenario politico dell’epoca: la Corte degli Estensi, protagonista indiscussa di quella preziosa stagione che fu il Rinascimento. Fecero rapidamente di Ferrara una delle città più ricche e sfarzose conquistando definitivamente il potere nel 1264. Consolidarono il loro dominio attraverso la costruzione del Castello da parte di Nicolò II e con la creazione dell’Università.
Grazie alla presenza ed all’opera di artisti quali Leon Battista Alberti e Alberto Schiatti il castello diventa una sede principesca utilizzata per celebrare banchetti, suonare musica e leggere poesia cavalleresca. Tra i frequentatori più assidui e celebri spiccano Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso. L’epoca più fastosa degli Estensi ebbe inizio con Ercole I il quale si avvalse dell’aiuto dell’architetto Biagio Rossetti, autore della celebre Addizione Erculea che prevedeva di raddoppiare l’ampiezza della città e di demolire le antiche mura medioevali.
Il Rinascimento è l’epoca dello splendore della corte Estense che ha lasciato ovunque segni incancellabili: nel colossale progetto dell’Addizione Erculea, prima di tutto, ma anche negli splendidi soffitti dorati di Domenico De Paris, negli imponenti cicli pittorici del500 e nel Giudizio Universale del Bastianino. Il Rinascimento rivive poi nei cortili di bianco marmo e rosso mattone, negli angeli preziosamente intagliati del Quadrivio degli Angeli, nelle case, nelle chiese, nei palazzi e nelle lunghe e ariose strade dell’Addizione Erculea.


Ravenna

città unica al mondo, ultima capitale, nel V sec, dell’Impero d’occidente
. E’ divenuta la prima città del regno romano-barbarico del goto Teodorico, e in seguito sede dell’Esarca dopo la conquista da parte dell’impero d’Oriente. Conserva in splendidi monumenti la testimonianza del suo ruolo di grande polo politico commerciale e artistico nel susseguirsi di civiltà diverse. In particolare il periodo imperiale romano e quello in cui divenne centro dell’impero d’Oriente alla metà del VI sec. hanno lasciato alla città lo straordinario complesso della Basilica di San Vitale famosa in tutto il mondo per lo splendore dei marmi preziosi e per le ricche decorazioni musive bizantine, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, la Basilica di Sant ’Apollinare, il palazzo di Teodorico.

 


FOTO SAN VITALE GALLA PLACIDIA

Venezia - Storia della Serenissima -


fu fondata verso la metà del V secolo dagli abitanti della terraferma, rifugiatisi nella laguna sotto l'incalzare dei barbari invasori. Ben presto Venezia sviluppò i traffici marittimi assumendo la funzione di ponte fra Oriente e Occidente.
Fin dall'inizio, dunque, si stabilisce un profondo legame col mondo bizantino. Alla fine del VII secolo gli abitanti delle lagune non erano più governati dai "tribuni marittimi", i comandanti militari bizantini, ma avevano un comando autonomo sotto un "doge". Nasce in tal modo la prima forma di stato veneziano (seppur legato a Bisanzio): il "Dogato".
Nella prima metà del X secolo furono due i mercanti veneziani che trafugarono da Alessandria d'Egitto le spoglie di S. Marco evangelista, e la leggenda narra che lui si fosse rifugiato su una delle isole realtine, dopo un naufragio. Il corpo viene quindi "ri-portato" a Rivo Alto e tumulato nell'erigenda cappella del doge, quella che sarà la Basilica di S. Marco. Venezia alterna azioni di "polizia marittima", per proteggere i propri scambi e gli interessi di quell' Impero d'Oriente che ora più che mai lei rappresenta, ad azioni di vera e propria "pirateria". In questo modo arriva a controllare tutto l'Adriatico. Grazie all'abilità della sua "marina militare" ottiene decisivi riconoscimenti dall'Imperatore d'Oriente ed eccezionali privilegi per i suoi mercanti. Alla fine dell'XI secolo, i veneziani sono i principali clienti e i principali fornitori di Bisanzio.
È però con le Crociate che Venezia ha l'occasione di incrementare la propria posizione sullo scacchiere del Mediterraneo orientale e fu con la IV Crociata che la Repubblica di S. Marco compì il "salto di qualità" e si inserì nel novero delle potenze marittime. Fu un'impresa guidata dagli stessi veneziani, che riuscirono a trarne i massimi vantaggi: lungi dal liberare i luoghi santi e prendendo spunto dalla crisi interna all'Impero d'Oriente, la spedizione portò, nel 1204, alla conquista e al saccheggio di Bisanzio e allo smembramento del suo Impero. Inevitabili i conflitti con Genova che si era insediata anche lei nell'Oltremare e, per gli aiuti dati ai Crociati, aveva ottenuto più privilegi. Per impedire che una qualsiasi potenza bloccasse le vie di accesso alla laguna, si diede inizio ad una fase di espansione in terraferma. Alleandosi al Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti, Venezia sterminò i Carraresi di Padova e, agli inizi del '400, conquistò Padova, Vicenza e Verona. Poco più tardi acquistò anche Bergamo e Brescia, penetrando profondamente in Lombardia. In questo periodo la potenza navale raggiunge l'apogeo e la Repubblica di S. Marco assume l'appellativo di "Serenissima" e il doge quello di "Serenissimo Principe".
Lo spregiudicato gioco di alleanze e il suo ruolo di prima potenza italiana (come in effetti era diventata) produssero una colossale alleanza contro di lei: nel 1509 si costituì la lega di Cambrai che vedeva quasi tutta l'Europa contro Venezia. Dopo sette anni di guerra, riuscendo anche a rovesciare diplomaticamente molte alleanze, Venezia riuscì a riguadagnare il grosso dei territori di terraferma perduti. Ma il confronto con le "grandi potenze" vedeva ridimensionata la sua forza sul mare, data la crescita delle marinerie dell'Impero turco e di quello spagnolo. All'inizio del 1570 il sultano turco sequestra navi veneziane nel Bosforo e nei Dardanelli e manda un ultimatum alla Serenissima. Il governo di Venezia respinge l'ultimatum. Venezia cerca di mobilitare altre potenze e, inaspettatamente, trova un alleato in papa Pio V, che vede la possibilità di un'ennesima "crociata". Tra mille difficoltà politiche e diplomatiche si riesce a mettere insieme una coalizione, la "Lega Santa", i cui principali fautori erano Venezia, gli Asburgo (e certo il Papa).
Il risultato fu la grande vittoria navale di Lepanto (1571) che, purtroppo, non portò a Venezia i benefici sperati.
Nel contempo la città gode un'incredibile stagione artistica: i suoi palazzi, le sue chiese i suoi luoghi pubblici si arricchiscono di un gran numero di opere d'arte. Mentre la vita del patriziato cittadino si trascina tra feste e attività artistiche, nuovi grandi avvenimenti stanno sconvolgendo il mondo: le rivoluzioni americana e francese; l'avvento di Napoleone. Solo il popolo, artigiani e bottegai in primis, capisce che dietro le "libertà" strombazzate da Napoleone c'è la rovina. Si ribella e viene preso a cannonate dal ponte di Rialto. Ma aveva ragione: dopo qualche giorno Napoleone col suo esercito entra in Venezia e la saccheggia; ancora qualche mese e la città viene ceduta all'Austria, diventando, così, suddita dell'Imperatore. Cerca di ricorrere ancora una volta all'abilità diplomatica, ma l'ambizioso comandante francese passa all'attacco. La classe dirigente veneziana, imbelle e troppo preoccupata di perdere i possedimenti in terraferma, accetta le incredibili condizioni e delibera la fine della Serenissima. È il 12 maggio 1797.

Qualche informazione sul nostro territorio:
Lido degli Estensi e la sua costa

Itinerari nel Parco del Delta

I dintorni: Comacchio Abbazia di Pomposa Le delizie del Rinascimento
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